mercoledì 25 novembre 2009

Rientro in Italia

Quattro anni ! E adesso sono già sette mesi che non rivedo l’amato suolo italico, anche se le notizie che arrivano tramite internet, amici, conoscenti, non sono per niente buone !

Intanto stasera, saro’ sull’aereo diretto a casa. Un rientro auspicato e tanto sognato nell’ultimo periodo.
Un buon mese fra freddo, nebbia e “italiani”, poi ritorno in Costa d’Avorio dove il lavoro preparato fino ad oggi, darà vita a stimoli nuovi e nuove battaglie.

Come solo alcuni sanno, non mi occupo solo di commercio internazionale e di consulenze, ma anche il sociale fa parte delle mie attività.
Ho creato una squadra di ragazzi che hanno voglia di lavorare e dimostrare che al mondo che anche gli ivoriani possono stare al passo con i paesi più evoluti.

Primo fra questi c’è sicuramente Stephane, anche mio braccio destro e consigliere oltre che amico.
Con lui abbiamo spesso accese discussioni, ma pur sempre costruttive. Tutto dovuto alla diversità di mentalità, cultura e modo di vita, ma sempre nel massimo rispetto reciproco.
Non l’ho mai visto arrabbiato o scaldarsi, ma al contrario cerca sempre di lasciarmi “sbollire” e poi inizia a esporre le sue teorie o spiegazioni del caso.
Posso dire che a volte si dimostra una mosca bianca e risulta una persona utilissima nella realizzazione dei progetti che stiamo sviluppando.

A gennaio saro’ nuovamente qui, con i mille problemi giornalieri, ma con il solito spirito che contraddistingue noi italiani e con la ferma volontà di voler portare a termine quanto iniziato.

Da adesso in poi, scrivero’ dei progetti che abbiamo in corso d’opera, sperando possano essere di stimolo per altre persone in altri paesi, dove esistano le stesse situazioni che abbiamo qui in Costa d’Avorio.

A presto

sabato 21 novembre 2009

Abidjan. Una città? Forse........

Fatto il primo quadretto della mentalità e modo di fare degli ivoriani, passiamo ora a descrivere un po’ una città come Abidjan.

Abidjan è la ex capitale della Cote d’Ivoire ed è posizionata sul mare, fra isole e isolette collegate fra loro da ponti. La capitale della Cote d’Ivoire è Yamoussoukro dal 1983.
Attualmente è il centro commerciale di tutte le attività legate al porto, all’aereoporto e alla sola linea ferroviaria che da Abidjan arriva diritta in Burkina Faso attraversando tutta la Cote d’Ivoire.
Con i suoi circa 5 milioni di residenti ufficiali e altri 5 milioni non registrati e che vivono nei quartieri periferici e più poveri, Abidjan è la città più popolosa della Cote d’Ivoire.

Qui guarda le foto tramite internet (basta digitare Abidjan o Costa d’Avorio su Google), si fa un’idea di una città splendida e lussuosa, che rispecchia un po’ le città europee.
E qui cade l’asino!

Il solo quartiere che possiamo definire al limite della soglia di decenza è sicuramente il Plateau, essendo il centro dove hanno la sede e gli uffici quasi tutte le società, anche perché praticamente a 10 minuti dal porto e 20 minuti dall’aereoporto Port Bouet, oltre a tutti gli uffici dell’amministrazione statale che sono stati spostati qui in seguito alla guerra civile.
Le strade sono discrete anche se si intravede già il degrado, mancando di manutenzione e gli edifici, visti da vicino, avrebbero bisogno di una buona rinfrescata.
Purtroppo è anche dovuto alla mentalità dell’africano tutto cio’: “Perchè devo farlo io? Che cosa ci guadagno? Ci pensi un’altro! “
ATTENZIONE che questo è il ragionamento base di ogni ivoriano!

Ebbene, usciamo dal Plateau e andiamo verso la zona portuale passando per Treichville: velocità massima consentita 50 km/h non solo per via dei limiti, ma perchè se non vai adagio, non vedi i “crateri” e rischi di spaccare la macchina, oltre al fatto che qui la patente la forniscono con i punti della raccolta dei dadi! Gli incidenti sono all’ordine del giorno e se per disgrazia è necessario l’intervento dell’ambulanza: ASPETTA E SPERA ! A volte passano ore e quindi si puo’ immaginare!

Ma la ciliegina sulla torta viene messa nel momento in cui si decide di andare verso il nord della città.
Partiamo dal Plateau e ci dirigiamo verso i II Plateaux e la situazione è identica se non peggio sulla strada principale e se devi svoltare in quartieri laterali, APRITI CIELO!
Asfalto con crateri và bene, ma sterrati in piena città! Ebbene si, le strade sono di terra mista a sabbia e ovviamente non livellate e ben curate, ma con colline, buche enormi, rifiuti ovunque (ops, dimenticavo che il servizio nettezza urbana è una barzelletta inventata da qualche buontempone), bimbi che spuntano da ogni angolo, botteghe e ristoranti (maquis) a cielo aperto con in vendita ogni tipo di prodotto alimentare (le mosche ovviamente non si contano!).

Ma la gente è allegra e ascolta musica in continuazione, ride, scherza, mangia, beve e dorme sempre sperando che l’ormai tanto sospirato BIANCO, arrivi con i suoi soldi a metter fine a tutto cio’, ovviamente stando a guardare, perchè come diceva il grande Toto’ anche se loro neppure lo conoscono ma mettono in pratica certi detti, SIGNORI SI NASCE! E gli ivoriani sono i signori di sè stessi, FORSE.

martedì 17 novembre 2009

Triste ma è la realtà

Eccoci nuovamente dalla Costa d’Avorio, esattamente da Abidjan, dove abito ormai da quasi 3 anni dopo un periodo iniziale fatto a San Pedro, anche se per motivi di lavoro e, legati in particolare alla Cooperativa, da gennaio saro’ praticamente fisso a Bouakè.

Veniamo a parlare di questo bellissimo paese, dove purtroppo un po’ causa la guerra civile e un po’ grazie ai nostri vicini di casa, è in condizioni molto al di sotto della soglia della normale vita da noi conosciuta.

I prodotti per cui è molto conosciuta la CI (Cote d’Ivoire) sono il cacao di cui è il primo produttore ed esportatore al mondo, il caffè robusta, l’anacardio, il cotone ecc…..
Per ogni prodotto esistono le diverse filiere, gestite in maniera “OSCENA” e dai soliti furbi che per ogni documento, firma o autorizzazione pretende la classica bustarella per poter procedere.
Tutto cio’ è possibile aggirarlo ovviamente, con un solo passaggio anziché i mille richiesti dalle vie ufficiali, conoscendo le persone giuste e andando diritti alla fonte. Questo non vuol dire che non si paghi, ma almeno la cifra si riduce al regalo o alla super cena in un ristorante di grido.
Ho avuto modo in questo periodo, di assistere alla discesa di baldanzosi piccoli imprenditori italiani, che conoscendo prodotto, potenzialità e possibili guadagni, hanno pensato anche che seguendo l’iter amministrativo con procedura standard, dopo 2 o 3 mesi delle solite lungaggini ivoriane, hanno deciso che pur avendoci ormai rimesso il giusto, era meglio rientrare.
Ci sono anche stati i soliti noti che si affidano ad ivoriani, conosciuti come HOMME D’AFFAIRE, presenti in Italia, i quali come sempre si presentano come il parente più prossimo del Presidente in persona e i poveri malcapitati che ci cascano, spendendo pure un mare di soldi, per poter mantenere e ottenere appuntamenti importanti e perorare la loro causa.
Questi sono poi i cosiddetti EXTRA POLLI che, non solo li spennano lentamente e di tutto, ma che poi si presentano successivamente, piangendo di trovare loro una soluzione.

Diffidate pertanto di persone che alla vostra giusta domanda se si puo’ giungere velocemente ai risultati sperati vi rispondono con estrema innocenza: “IL N’Y A AUCUN PROBLEM ! “
Questo vuol solo dire: “Non immagini quanti saranno i problemi che risolveremo con i tuoi soldi ! “

Forse è un po' forte, ma una triste realtà.

lunedì 16 novembre 2009

La gente e la mentalità

Bene, come dicevo precedentemente, le opportunità ci sono e parecchie, bisogna solo saperle scegliere.

Ma parliamo prima un po’ di questa gente, che dall’Europa definiamo “africani” o “neri”. Ebbene sono “IVORIANI”. Un paese dove convivono ben 60 etnie diverse e con un miscuglio di lingue e dialetti da far paura, anche se la lingua ufficiale è il francese.

Già, perché fino al 1960 erano una colonia francese e dove i nostri cari “cugini”, hanno sfruttato tutto cio’ che era possibile e con il sistema del bastone e la carota.
Ancora oggi il bianco è chiamato PATRON.
Patron di cosa? La Cote d’Ivoire è la vostra e io non sono il padrone di nessuno!
Il bianco è guardato con sospetto e diffidenza ancora oggi, al tempo stesso è colui che ha l’ARGENT (i soldi) cosa non sempre vera.
Per questa gente, sembra impossibile capire che qualcuno viene anche solo per lavoro e magari portando pure del lavoro. Sicuramente per capire ogni singolo aspetto e non rischiare di vedersi finire tutti i soldi in un batter di ciglia, personalmente consiglio di vivere sul posto almeno un anno e possibilmente non in quartieri di lusso ma quelli più popolari.
Solo facendo cosi si potrà capire che non sempre sono veramente “fratelli” o “sorelle”, che è inutile chiedere un piccolo piacere, come quello di poter comprare il pane anche per voi, visto che la panetteria è sulla loro stessa strada, perché pagherete il pane PIU’ un piccolo obolo.
E’ vero sono gente molto distante dalle nostre comuni abitudini e modi di fare, ma vivendo sul posto, ci si abitua e li si conosce meglio.
Allora si, dopo un po’ di esperienza diventi il PATRON, anche perché è il solo sistema per non essere presi in giro e per farsi rispettare, magari con toni meno duri rispetto a quelli dei colonialisti.

Dopo la guerra civile (non troppo civile), è un paese in grande crisi economica e finanziaria, ma cerca di uscirne e per questo si batte ogni giorno.
Sono i giovani, in particolare, a voler trovare delle nuove soluzioni e un lavoro che possa garantire un futuro.

Io personalmente lavoro solo con gente giovane e che abbia almeno un buon grado di istruzione, solo perché è più facile far capire i progetti, gli obiettivi e il sistema di lavoro da adottare.
Le persone oltre i 35-40 anni cercano solo di poter affiancare un bianco per “SOLDI” e come riescono a rubarne un po’, spariscono o ti fanno dannare.

Dopo questo breve quadretto, penso che si possa iniziare a parlare delle diverse reali opportunità di lavoro, investimento e quant’altro.

Presentazione

Da quasi quattro anni in Costa d’Avorio quale consulente commerciale per le diverse opportunità commerciali di interesse ad aziende, prevalentemente italiane. Collaboro anche con l’Ambasciata d’Italia offrendo a società che lo richiedono, uno studio di fattibilità per investimenti, acquisti o partenariati.

Non parlo solo di prodotti fini a sé stessi, come caffè, cacao, burro di Karitè ecc…. ma anche di come poter operare in questo paese e come poter finalizzare i propri progetti.


Sono tanti quattro anni e anche lunghi, ovviamente con rientri in Italia più o meno soventi.

E’ un paese non facile da vivere per via di abitudini, mentalità, usi e costumi nettamente differenti da quelli europei.

Come mi ha suggerito un amico che ha potuto soggiornare in Costa d’Avorio per qualche tempo per motivi di lavoro, riporto una sua frase che offre un quadro esatto della popolazione:

“Mai visto e conosciuto gente cosi falsa, bugiarda e ladra al tempo stesso. Pensare che ho girato tutto il mondo!”

Solo che la Costa d’Avorio ha una terra splendida, dove puoi piantare qualsiasi cosa che dopo solo 15 giorni hai già i piantini alti 5 centimetri.

Hanno prodotti, sole, acqua e clima che aiuta, ma non sono in grado di sfruttare questa potenzialità non avendo tecnica, tecnologia e conoscenza.

Sono pertanto le società europee ed arabe in particolare a venire a sfruttare tutto cio’, pagando 10 e rivendendo a 100.000 .

E’ un paese dove si possono fare investimenti commerciali a lunga durata, con il supporto da parte del Governo stesso che incentiva tali operazioni, sempre che si conosca la strada più breve e non ci si vada ad infangare nella burocrazia e la corruzione istituita dal colonialismo francese e ad oggi fortemente radicata.

In questo Blog, presentero’ le diverse opportunità che si presentano.